Solferino
Tutti i libri editi da Solferino - Pagina 7
Piccola filosofia volatile. 22 lezioni di serenità
Philippe J. Dubois , Élise Rousseau
editore: Solferino
pagine: 165
Ci sono molti modi di osservare gli uccelli
Superga 1949. Il destino del grande Torino, ultima epopea dell'Italia unita
Giuseppe Culicchia
editore: Solferino
pagine: 123
«In tutta l'Italia c'era chi pur non avendo mai potuto mettere piede al "Filadelfia" sognava di vedere e cercava di replicare
A piedi nudi nell'arte. Una passeggiata alla scoperta dei capolavori antichi e moderni
Carlo Vanoni
editore: Solferino
pagine: 240
Perché Giotto fu il primo regista di fiction della storia e Lucio Fontana il più grande esploratore dello spazio? Quale filo l
Il mestiere più difficile del mondo. Come si «diventa» genitori
Massimo Ammaniti , Paolo Conti
editore: Solferino
pagine: 200
Storia sentimentale dello sport italiano
Candido Cannavò
editore: Solferino
pagine: 367
Da Pietro Mennea a Roberto Baggio, da Marco Pantani a Valentino Rossi, da Alberto Tomba a Federica Pellegrini, da Valentina Ve
L'universo e io. Una filosofia dell'astrofisica
Sybille Anderl
editore: Solferino
pagine: 262
Una dichiarazione d'amore all'esplorazione dell'universo
Il diritto di essere umani. La battaglia di una vita
Umberto Veronesi
editore: Solferino
pagine: 195
«Una società non è davvero democratica finché non si sposta decisamente verso la voglia di capire
Enrico Fermi. L'ultimo uomo che sapeva tutto
David N. Schwartz
editore: Solferino
pagine: 512
Il ritratto definitivo di un gigante della fisica del Novecento, il più grande scienziato italiano dei tempi di Galileo
Amsterdam. Le grandi città dell'architettura
editore: Solferino
pagine: 144
«È la nascita del bike sharing a svelare la natura profonda di questa città capace di rimanere giovane nonostante il passare d
Londra. Le grandi città dell'architettura
editore: Solferino
pagine: 144
«Negli ultimi dieci anni lo skyline di Londra si è trasformato grazie a nuove strutture dalle grandi altezze, ma ha anche assi
Parigi. Le grandi città dell'architettura
editore: Solferino
pagine: 144
«Io non immagino una megalopoli
Berlino. Le grandi città dell'architettura
editore: Solferino
pagine: 144
«Non dimentichiamo che l'architettura riguarda sì l'estetica, ma anche l'etica: come vogliamo vivere le nostre esistenze e com
Così fan tutti. Ripensare l'infedeltà
Esther Perel
editore: Solferino
pagine: 368
Il tradimento è antico quanto l'umanità
I mutanti. Come cambia un figlio preadolescente
Sofia Bignamini
editore: Solferino
pagine: 240
Sul crinale tra l'infanzia e tutto ciò che viene dopo si apre una terra di mezzo, dove strani esseri, non più bambini e non an
Aldo Rossi e Milano. Ediz. italiana e inglese
Alberto Ferlenga
,
Massimo Ferrari
e altri
editore: Solferino
Expo dopo Expo. Lo sguardo di otto fotografi sulle eredità urbane e ambientali di sette Expo
a cura di F. Raggi
editore: Solferino
pagine: 92
Che cosa ha offerto Milano all'Expo del 2015? E che cosa lascerà a Milano l'Expo nel 2016? Lisbona nel 1998 ha colto l'occasione dell'Expo per costruire una serie di edifici pubblici largamente utilizzati dopo la manifestazione. Ad Hannover il riutilizzo dell'area Expo del 2000 ha segnato il passo nonostante la manifestazione fosse ben inserita nel programma di sviluppo urbano della città. Siviglia ha scelto di costruire un quartiere per l'Expo al di fuori del contesto urbano stimolando la crescita delle infrastrutture cittadine, con alcune problematicità circa il riutilizzo delle aree espositive; Expo Suisse, nel 2002, si è svolta in quattro località diverse nella regione dei laghi, scelta che ha reso l'esperienza elvetica particolarmente significativa per un uso misurato del territorio. Sei anni dopo l'Ordine degli Architetti di Milano ripropone la rassegna fotografica d'autore del 2009 con l'aggiunta di due ulteriori campagne fotografiche che documentano il dopo Expo di Shanghai 2010 e lo stato dell'arte prima dell'apertura dell'Expo di Milano, sulla quale è in corso la discussione sul destino futuro dell'area.
Il professionismo colto nel dopoguerra. Ediz. italiano e inglese
M. Vittoria Capitanucci
editore: Solferino
pagine: 80
Gli anni del dopoguerra sono stati cruciali per la costruzione della città di Milano: una generazione di professionisti, erede del rinnovamento architettonico operato dal Movimento Moderno e al tempo stesso incline ad una certa libertà espressiva, ricostruiva la città bombardata dando vita alle sue visioni urbane, terreni fertili per scambi interdisciplinari e sperimentazioni. L'aspetto culturale era alla base della formazione di questi architetti, in bilico tra interessi per le nuove concezioni strutturali e le suggestioni provenienti dall'ambiente artistico internazionale. Nomi illustri e figure rimaste - talvolta inspiegabilmente - più in ombra furono protagonisti di articoli apparsi sulle più insigni riviste italiane ed internazionali, nonché di importanti pubblicazioni. Quasi tutti raggruppati attorno all'associazione MSA, frequentando la Triennale, le medesime gallerie d'arte e riunendosi negli stessi studi di architettura, personaggi già affermati come Albini, i BBPR, Gardella, Figini e Pollini intrecciavano i propri progetti con Asnago e Vender, i Latis, Gho', i GPA Monti, Malchiodi, Mangiarotti e Morassutti, ridisegnando il futuro di Milano.
Lo studio BBPR e Milano
Paolo Brambilla
,
Stefano Guidarini
e altri
editore: Solferino
pagine: 80
Lo studio BBPR, fondato a Milano nel 1932 da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, costituisce uno dei primi e più interessanti casi di sodalizio artistico e culturale fondato sul lavoro di gruppo. Questa forma d'intesa operativa si è rivelata un'intuizione fondamentale, che ha permesso di superare la dimensione artigianale dello studio professionale per orientarsi verso una concezione dell'attività dell'architetto basata sull'apporto collegiale come principio metodologico, e capace di affrontare temi sempre più vasti ed eterogenei, dal disegno degli interni alla progettazione paesaggistica. Grazie anche all'impegno culturale dei singoli soci su diversi fronti - la partecipazione ai CIAM e al Movimento di Studi per l'Architettura (MSA), l'insegnamento universitario tra Milano e Venezia, l'attività con le Triennali a partire dal 1933, e la direzione di "Domus" e di "Casabella-Continuità" da parte di Rogers - lo studio diventa, tra gli anni Quaranta e Sessanta, un vero e proprio laboratorio della modernità e un ponte con il dibattito internazionale per la diffusione della cultura progettuale italiana.
