Viella
Tutti i libri editi da Viella - Pagina 11
L'Italia dei comuni (1100-1350)
François Menant
editore: Viella
pagine: 356
François Menant traccia un quadro completo delle vicende politiche, economiche e culturali di un periodo cruciale per la forma
Dalla trincea alla piazza. L'irruzione dei giovani nel Novecento
a cura di M. De Nicolò
editore: Viella
pagine: 480
Il tema dell'irruzione dei giovani nella vita politica novecentesca si è presentato, nel dibattito pubblico, soprattutto in relazione a due momenti: il mito della giovinezza nel periodo fascista e, in ambito più generale, il movimento del 1968. Ripercorrendo le vicende del secolo appena trascorso, i saggi qui raccolti cercano di ricostruire, nei vari momenti storici, la continuità e le forme della loro presenza sulla scena politica. Quando "nascono" i giovani? O meglio: quando i giovani hanno avuto un ruolo attivo, hanno condizionato le scelte della classe dirigente, hanno influito profondamente nella cultura, hanno cercato di imprimere alla storia un corso che fosse debitore anche della loro partecipazione? Il tema è stato affrontato da autori di diversa formazione culturale e di diverse età anagrafiche, tenendo presente prevalentemente la realtà italiana ma non tralasciando comparazioni nel contesto generale della storia europea.
Le domus dei cardinali nella Roma del Duecento. Gioielli, mobili, libri
Valentina Brancone
editore: Viella
pagine: 315
Il cardinalato vive nel Duecento una stagione di radicale rinnovamento: la partecipazione al governo della Chiesa, l'aumento degli incarichi curiali e legatizi, la residenza presso la Curia si accompagnano a una crescita esponenziale delle ricchezze personali. I palazzi duecenteschi dei cardinali a Roma e nel Patrimonium Petri - i luoghi deputati alla conservazione e valorizzazione di queste ricchezze - accoglievano tesori che componevano splendide collezioni. La quasi totale distruzione di queste dimore impone che, al sopralluogo e all'indagine archeologica, si affianchino lo studio delle fonti documentarie e letterarie e il confronto con ciò che resta degli omologhi palazzi medievali di ambito aristocratico e papale. Seguendo un percorso che procede dal grande al piccolo e dall'esterno all'interno -dai palazzi alle stanze delle residenze - si tenta di comprendere la natura e l'utilizzo delle camere così ricostruite e destinate a offrire rifugio ai tesori personali. La storia dei tesori cardinalizi del Duecento e dei luoghi della loro tutela apre così alla più ampia storia - ancora tutta da scrivere della tesaurizzazione privata del basso Medioevo.
Le società dell'alto Medioevo. Europa e Mediterraneo, secoli V-VIII
Chris Wickham
editore: Viella
pagine: 991
Mentre l'epoca imperiale romana è normalmente considerata un tutto unico, l'alto medioevo continua a essere descritto come un assemblaggio di storie regionali, vagamente corrispondenti alle aree delle moderne nazioni europee. La conseguenza è che la storia di questo periodo è una storia frammentaria, che ha prodotto solo rare sintesi del grande cambiamento socio-economico sviluppatosi nell'intero mondo post-imperiale. In questo suo monumentale lavoro l'autore integra testimonianze documentarie e archeologiche (comprese le più recenti scoperte), creando una nuova storia comparativa della fine della tarda antichità e del primo medioevo che - dalla Danimarca all'Egitto, e con la sola esclusione dei territori slavi - abbraccia il mondo mediterraneo e l'Europa continentale. Con l'obiettivo di comprendere e spiegare somiglianze e differenze tra le diverse aree geografiche, senza assumere come "tipico" lo sviluppo di una singola regione e come "eccezione" ogni divergenza dal modello, Chris Wickham si concentra sui temi socio-economici classici, la finanza dello stato, la ricchezza e l'identità delle aristocrazie, la gestione delle proprietà terriere, la società contadina, gli insediamenti rurali, le città e gli scambi commerciali.
I fari e i segnalamenti marittimi italiani. La costa adriatica
Luciano Massariolo , Guglielmo Zanelli
editore: Viella
pagine: 136
Il lavoro, la povertà, l'assistenza. Ricerche sulla società medievale
Giuliano Pinto
editore: Viella
pagine: 240
Nel basso Medioevo una parte importante della popolazione urbana era costituita da manodopera dipendente, impegnata nelle manifatture tessili, nei cantieri edili, nella metallurgia, nelle attività portuali, nelle botteghe artigiane. Conoscere meglio quali furono l'organizzazione del lavoro, la tipologia della manodopera impiegata, le competenze e le abilità richieste, i contratti di ingaggio, i salari corrisposti, i regimi alimentari, gli istituti e le confraternite destinati all'assistenza dei lavoratori, significa far luce su aspetti non secondari della società e dell'economia medievale.
Al crepuscolo del barocco. L'attività romana dell'architetto Carlo Murena (1717-1764)
Sabina Carbonara Pompei
editore: Viella
pagine: 230
Il libro esamina la produzione romana di Carlo Murena, allievo e collaboratore del Vanvitelli, che operò negli anni centrali del Settecento in una cultura architettonica ancora intrisa di umori barocchi ma in cui cominciavano a operare i nuovi fermenti del classicismo. Sin dalle sue prime opere si nota una tendenza alla razionalizzazione e semplificazione, che assumerà una dimensione di linguaggio e ne caratterizzerà anche la produzione successiva. Asciuttezza delle forme, attenzione alla buona ed economica distribuzione degli spazi, cura per il cantiere. Sono tutte attitudini anticipatrici di un modo "illuministico" di essere architetto: non più il poliedrico artista-scienziato rinascimentale ma una figura di specialista nell'ambito dell'alta professionalità in campo edile.
La chiesa della regina
Paola Vitolo
editore: Viella
pagine: 176
Il libro è uno studio sulla chiesa dell'Incoronata, una delle più notevoli del Trecento napoletano anche per i suoi affreschi, tra i pochi sopravvissuti del medioevo partenopeo. La chiesa venne fatta edificare dalla regina Giovanna I d'Angiò in un raro momento di serenità politica, ed è l'unica impresa architettonica da lei promossa. Fu concepita come una grandiosa operazione di rilancio di immagine della stirpe angioina con un risultato di grande originalità e complessità: dalle scelte artistiche alla promozione di un ospedale annesso alla chiesa; dalla ripresa dei simboli della memoria dinastica al ciclo pittorico di Roberto di Oderisio, uno dei protagonisti dell'arte campana del Trecento.
Titulus e tumulus. Epitafi di pontefici e cardinali alla corte dei papi del XIII secolo
Marco Guardo
editore: Viella
pagine: 180
Sopravvissute al naufragio che ha travolto, nel tempo, i monumenti sepolcrali di Curia, le iscrizioni poetiche di pontefici e
Scoperta e conquista di un mondo nuovo
a cura di F. Cantù
editore: Viella
pagine: 304
Dieci anni dopo l'impresa compiuta da Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, che durante i suoi viaggi aveva sentito pulsare ne
«Per lasciare di me qualche fama». Vita e viaggi di Amerigo Vespucci
Ilaria Luzzana Caraci
editore: Viella
pagine: 316
Nell'affresco della storia della conoscenza del mondo, Amerigo Vespucci è uno dei personaggi di primo piano, ma anche una delle figure più discusse. Da quando, nell'aprile del 1507, alcuni eruditi proposero di dare il suo nome alle terre scoperte da Colombo, è stato descritto dagli apologeti come un eroe solitario senza macchia, e dai detrattori come una spia della Spagna, un mercante avido, un millantatore privo di scrupoli. Sappiamo oggi che non fu nulla di ciò, né un condottiero, né un navigatore. Figlio della cultura umanistica fiorentina, viaggiò con spagnoli e portoghesi senza mai assumere ruoli di comando. E tuttavia fu tra i primi a rendersi conto dell'estensione dell'America Meridionale e il primo a farla conoscere in Europa, divulgando tra un vasto pubblico le caratteristiche del «Nuovo Mondo»: una natura selvaggia e incontaminata, popolata da animali e genti strane, fatta di contrasti, opulenta, seducente. L'immaginario collettivo costruì proprio sulle sue descrizioni le prime visioni dell'America e la cultura europea ne restò affascinata. Il libro ripercorre sulla base delle più recenti indagini storiche e di tutta la documentazione disponibile la vita di Vespucci, dalla giovinezza a Firenze ai viaggi transatlantici, fino agli anni della maturità a Siviglia e alla morte, chiarendo anche - una volta per tutte - i suoi rapporti con Colombo e il ruolo che ebbe in quel momento cruciale della storia che fu l'epoca delle grandi esplorazioni geografiche.
«Se fussero più ordinate, e meglio scritte...» Giovanni Battista Ramusio correttore ed editore delle Navigationi et viaggi
Fabio Romanini
editore: Viella
pagine: 308
La raccolta Navigationi et viaggi curata da Giovanni Battista Ramusio uscì in tre volumi tra il 1550 e il 1559. L'intellettuale e uomo di Stato, amico e corrispondente del Bembo e di uomini di cultura di tutto il mondo noto, conoscitore di lingue antiche e moderne, finì per sovrapporsi o identificarsi con la sua stessa opera. Ma il "Ramusio" è in realtà un'antologia di testi di origine, lingua e cronologia molto diversa; senza contare che accanto ai colti Vespucci e Verrazzano troviamo figure di formazione più modesta come Alvise da Mosto o Giovanni da Empoli. Questo studio, oltre a restituire individualità a un campione scelto di tali autori, indaga il ruolo di Ramusio come curatore testuale e correttore, il cui sforzo, tutt'altro che velleitario, è teso a garantire decoro linguistico e uniformità stilistica a un'opera che costituisce il testo di riferimento per la geografia europea e mondiale della seconda metà del XVI secolo, eppure sorprendentemente esclusa dal nostro canone letterario.
La storia al cinema. La schiavitù sullo schermo da Kubrick a Spielberg
Natalie Zemon Davis
editore: Viella
pagine: 174
Il rapporto fra storia scritta e storia raccontata per immagini è al centro di questa affascinante incursione di una storica nelle rappresentazioni della resistenza alla schiavitù offerte dal mezzo cinematografico. Natalie Zemon Davis, che scrisse Le retour de Martin Guerre e collaborò come consulente per l'omonimo film francese, affronta qui la questione di come l'industria cinematografica abbia ritratto gli schiavi nelle opere di cinque grandi registi: "Spartacus" di Stanley Kubrick (1960), "Queimada" di Gillo Pontecorvo (1969), "La última cena" di Tomás Gutiérrez Alea (1976), "Amistad" di Steven Spielberg (1997), "Beloved" di Jonathan Demme (1998). Attraverso la scelta di un tema specifico, l'autrice sottolinea le potenzialità proprie del cinema di narrare il passato in modo efficace e significativo e di proporre riflessioni convincenti su eventi e processi storici; a condizione però di rimanere fedele alle fonti, lasciando spazio alla creatività e all'invenzione nell'ambito della plausibilità e della verosimiglianza.
La fontana del Chiostro dei Ss. Quattro Coronati a Roma. Storia e restauri
a cura di L. Barelli
editore: Viella
pagine: 222
La Spagna delle tre culture. Ebrei, cristiani e musulmani tra storia e mito
Alessandro Vanoli
editore: Viella
pagine: 317
Per oltre otto secoli, dal 710 al 1492, tre culture, cristiana, islamica, ebraica, convissero in Spagna tra tensioni e scambi fecondi, incomprensioni e reciproci arricchimenti. Quella che racconta questo libro non è solo una storia di incontri o scontri tra religioni, ma di come si definirono le diverse identità della Penisola iberica e di come tali identità guardarono a ciò che percepivano come diverso e insieme, inevitabilmente, prossimo.
