La Biblioteca di Vivarium: Jung e dintorni
Tutti i libri della collana Jung e dintorni
Rispecchiamenti dell'anima. Proiezione e raccoglimento interno nella psicologia di C. G. Jung
Marie-Louise von Franz
editore: La Biblioteca di Vivarium
pagine: 288
"Jung definì la proiezione come un trasferimento inconscio, cioè inconsapevole e non intenzionale, di elementi psichici soggettivi su un oggetto esterno. L'individuo vede in questo oggetto qualcosa che non c'è, o c'è solo in piccola parte. Talvolta nell.oggetto non è presente nulla di ciò che viene proiettato (...). Non sono soltanto le qualità negative di una persona a essere proiettate all'esterno in questo modo, ma in uguale misura anche quelle positive. La proiezione di queste ultime genera una valutazione e ammirazione eccessive, illusorie e inadeguate dell'oggetto. L'introspezione nelle proprie proiezioni d'Ombra implica in primo luogo una umiltà morale e una intensa sofferenza. Invece l'introspezione nelle forme di proiezione dell'Animus e dell'Anima richiede, più che umiltà, soprattutto riflessione, nel senso di saggezza e umanità. Infatti quelle figure intendono sedurci e allontanarci dalla realtà, assorbendoci e conquistandoci. Chi non si impegna in questo non ha vissuto. Chi vi si perde non ha compreso nulla." Marie-Louise von Franz
Isteria e pensiero teatrante. Una lettura junghiana dell'isteria maschile/femminile
Bruno Meroni
editore: La Biblioteca di Vivarium
pagine: 208
Da tempo tra gli psicoanalisti è in atto un ritorno di interesse nei confronti dell'isteria e delle sue polimorfe manifestazioni. Appare evidente che, incurante della maggiore o minore attenzione che le si dedica, e delle relative varianti classificatorie, la presenza dell'isteria affiora continuamente nel disagio psichico di persone che chiedono aiuto all'analisi. Un approccio junghiano offre al modo di considerarla e renderla vivibile una visuale innovativa. In accordo con la concezione che Jung ha dell'inconscio, l'essenza dell'isteria - naturalmente dionisiaca prima che alienante e patologica - può essere considerata alla stregua di un meccanismo di difesa dell'Io, indipendentemente da sesso o genere; non va dimenticato che secondo Glen O. Gabbard certi clinici ancora usano l'espressione "maschio isterico" come un ossimoro. Nella valutazione junghiana il mito di Dioniso, con le molte derive simboliche in cui è tutt'oggi rintracciabile (si pensi ai rave party), può offrire una preziosa guida alla comprensione e alla cura della patologia isterica. Dioniso, il più psichiatrico degli dei greci, è il grande conciliatore degli opposti, è l'equilibratore degli scompensi provocati quando, per scelta o per necessità, diventiamo troppo unilaterali, troppo irrigiditi e sopraffatti dallo sforzo di dominare il contesto. Assieme alla riproposta del dionisiaco, queste pagine presentano un apporto inedito per la comprensione dell'isteria.
Fra Cristo e il sé. Saggi di psicologia analitica e cristianesimo
a cura di G. Kaufman
editore: La Biblioteca di Vivarium
pagine: 296
Indice: Prefazione. 1. Jung e il misticismo (Franco Michelini Tocci); 2. L'annunciazione come simbolo dell'individuazione psichica (Letizia Oddo); 3. Prendersi cura dell'Altro. Analisi di due pericopi neotestamentarie (Giuseppe Vadalà); 4. L'epoca dello spirito in Gioacchino da Fiore nell'interpretazione di C. G. Jung (Romano Màdera); 5. La trinità. Riflessioni su un archetipo respinto (Dario Squilloni); 6. Jung su Cristianesimo e individuazione. "Risposta a Giobbe" e "Saggio di interpretazione psicologica del dogma della trinità" (Gianni Kaufman); Gli autori. Gianni Kaufman è analista con funzioni di seconda analisi e supervisione e docente del C.I.P.A., Centro Italiano di Psicologia Analitica. Ha pubblicato articoli su La Pratica Analitica e Immediati Dintorni. È giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano.
Così parlò Shehrazade. Trasgressione e conoscenza nelle Mille e una notte
Fabrice Olivier Dubosc
editore: La Biblioteca di Vivarium
pagine: 268
Il tempio buddhista e la via del sé. Una lettura junghiana del simbolismo di Borobudur
Rita Bruschi
editore: La Biblioteca di Vivarium
pagine: 152
Conversazioni con Jung. Quaderno di appunti 1946-1961
Edward A. Bennet
editore: La Biblioteca di Vivarium
pagine: 200
Un sogno lungo cent'anni. Freud, Jung, gli altri un secolo dopo L'interpretazione dei sogni
Marco Garzonio
editore: La Biblioteca di Vivarium
pagine: 96
Francis Bacon: l'Edipo capovolto
Saverio Falcone
editore: La Biblioteca di Vivarium
pagine: 128
Il pittore Francis Bacon aveva il vezzo di considerarsi l'ultimo discendente di Francis Bacon filosofo. Può darsi che non si trattasse soltanto di civetteria. Entrambi, infatti, amarono andare controcorrente ed ebbero la passione della denuncia nei confronti delle credenze consolatorie e dei pregiudizi della propria epoca. Francis Bacon non è un pittore piacevole. Benché sia stato forse l'ultimo grande figurativo della pittura contemporanea, benché la sua tavolozza abbia lo splendore degli antichi maestri del colore, le sue figure umane si distinguono a malapena dai quarti di buoi squartati e macellati che spesso fanno loro da cornice sullo sfondo. Le figure in primo piano difficilmente potrebbero essere chiamate umane. Sono organismi in via di disfacimento, per metà animali e per metà umani. Sono grumi di malessere in stato di agonia e tuttavia, non si sa come, cocciutamente vivi. L'autore si interroga sugli aspetti motivazionali, sui dinamismi inconsci sottesi a una pittura che sembra voglia sedurre lo spettatore con l'ambiguo fascino del macabro. Quali sono le componenti di base della malattia creativa di Bacon i germi che gli hanno permesso di trovare nell'espressione figurativa sia la sua realizzazione artistica sia la sua autoterapia, l'autoriparazione del Sé? Con l'ausilio degli strumenti introspettivi della psicologia junghiana il testo mostra attraverso quale processo, il gemello deviante e il gemello creativo il Bacon pittore e il Bacon uomo - abbiano interagito reciprocamente.
