Storia della scienza
Tutti i libri di Storia della scienza - Pagina 23
I dieci geni che hanno cambiato la fisica e il mondo intero. Da Galileo Galilei ad Albert Einstein, da Isaac Newton a Marie Curie...
Brian Clegg , Rhodri Evans
editore: Newton Compton Editori
pagine: 286
Ognuna di queste dieci figure ha dato un contributo enorme alla fisica
Storia dell'astronomia da Talete a Keplero
John L. E. Dreyer
editore: Odoya
pagine: 416
Il volume ripercorre le vie seguite dall'astronomia da Talete a Keplero: dalle più antiche concezioni cosmologiche, attraverso lo studio matematico dei moti planetari, fino alla dissoluzione degli armamentari di cerchi - omocentrici, eccentrici, deferenti, epicicli - nel copernicanesimo kepleriano. Un lungo racconto dove campeggiano figure di grande rilievo: i capitoli su Platone, Aristotele, Tolomeo, Copernico, Tycho Brahe e Keplero sono vere e proprie monografie, ma anche personaggi minori come Eraclide, Aristarco, Apollonio, i Padri della Chiesa e gli astronomi arabi sono trattati con la stessa attenzione e maestria. Il Seicento stabilisce una linea di demarcazione precisa tra due periodi della storia dell'astronomia; anteriormente si ha il lungo e complesso sviluppo dell'astronomia "matematica", orientata verso la ricerca di sistemi geometrici capaci di render ragione del moto dei pianeti; nel Seicento - con Galileo e con Keplero, che si pone come erma bifronte tra i due periodi - ha inizio una considerazione fisica dei moti celesti, con una problematica del tutto nuova, da affrontare con altri mezzi.
Caccia allo zero. L'odissea di un matematico per svelare l'origine dei numeri
Amir D. Aczel
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 236
Le origini dei numeri che usiamo, e dai quali dipende la nostra esistenza, sono state per secoli avvolte dal mistero
Salvare i fenomeni. Saggio sulla fisica greca e sui presupposti della matematizzazione della natura
Luigi Laino
editore: Mimesis
pagine: 269
"Salvare i fenomeni" è un'espressione che Simplicio attribuisce a Platone; nella sua declinazione, essa doveva significare la sfida e il compito posti da Platone agli astronomi antichi. Il presente volume intende depurare il detto dalle esegesi moderne, che hanno sostenuto il puro valore fittizio e convenzionalistico delle strutture matematiche per la realtà fenomenica (Duhem), ed esporre il problema teoretico fondamentale della pratica astronomica antica. In quanto l'astronomia dovette rappresentare il vero esercizio di interpretazione matematica dei fenomeni naturali, che ne è, realmente, dello statuto di questa possibile forma discorsiva, vale a dire la fisica matematica? Le ipotesi matematiche che ci rendono intelligibili i fenomeni ne penetrano l'essenza oppure si limitano a "salvare le apparenze"? E, se le ipotesi matematiche hanno invece una necessità, qual è il loro rapporto con l'essenza dei fenomeni? In tal senso, il saggio si profila come un'indagine trascendentale e genealogica circa le condizioni di possibilità di una descrizione matematica della natura.
Fare il punto. Una storia a ritroso della localizzazione dal GPS a Tolomeo
Sergio Giudici
editore: Mondadori Università
pagine: 160
Come si risponde alla domanda «Dove siamo?»? Una volta compreso che il modo corretto di rispondere consiste nel fornire una co
Girolamo Venerio. Agronomia e meteorologia in Friuli tra Settecento e Ottocento
Alex Cittadella
editore: EUT
pagine: 310
Il valore da attribuire alle osservazioni meteorologiche di Girolamo Venerio (1777-1843) emergerebbe - secondo Giovanni Marinelli - quando si dovessero affrontare problemi concernenti le oscillazioni climatiche a cicli semisecolari. È proprio questo il merito che Alex Cittadella riconosce alle Osservazioni meteorologiche fatte in Udine nel Friuli pel quarantennio 1803-1842. L'esame dei registri e degli appunti che Venerio ci ha lasciato scopre una piccola città che è parte attiva della cultura europea, che da sé intende governare le proprie campagne secondo i canoni della scienza, nell'interesse di coloni e contadini. In questa lettura il Friuli si presenta come nodo di una grande rete, provincia più che periferia. Venerio sosterrà ambiziosi progetti politici come il canale Ledra e la grande via verso le germanie. Estraneo agli ideali del Risorgimento, forse per questo non gli è stato tributato il credito che la sua figura di scienziato e di filantropo, oggi finalmente ridisegnata, avrebbe richiesto.
«Ho avuto solo una fortuna». Biografia intellettuale di Daniel Bovet (1907-1992)
Daniele Cozzoli
editore: Carocci
pagine: 223
Daniel Bovet ha ricevuto il premio Nobel per la fisiologia o la medicina nel 1957. A lui si devono la scoperta del principio attivo del sulfamide, i primi farmaci efficaci contro le allergie, l'introduzione di sostituti sintetici del curaro, che hanno reso possibili operazioni chirurgiche più sicure, e importanti studi sulle basi biologiche della memoria e del comportamento. Bovet è uno scienziato transnazionale, la cui vicenda ci permette di comprendere come, nel corso del Novecento, le scienze biomediche siano passate da un contesto coloniale a uno post-coloniale. Di padre svizzero e madre francese, dopo gli studi a Ginevra, lavora per 18 anni all'Institut Pasteur di Parigi. Nel dopoguerra si trasferisce a Roma all'Istituto Superiore di Sanità prima e alle Università di Sassari e di Roma poi, diventando una delle figure più importanti della scienza italiana. Il libro ricostruisce, al contempo, la centralità dell'Institut Pasteur e dell'Istituto Superiore di Sanità in due momenti fondamentali della loro storia, il primo nelle politiche di espansione coloniale francesi e nella rivalità geopolitica con la Germania, il secondo nelle relazioni fra Europa e Sud America nel dopoguerra.
La doppia elica
James D. Watson
editore: Garzanti Libri
pagine: 330
Il 25 aprile 1953 una breve paginetta sulla rivista "Nature" firmata da James Watson e Francis Crick chiariva definitivamente la struttura a doppia elica del DNA, la sostanza chimica che funge da messaggero della trasmissione genetica. Quindici anni dopo, nel 1968, uno dei due autori di quell'articolo, insigniti nel 1962 del Nobel per la medicina, scandalizzò la comunità scientifica narrando in modo vivace e provocatorio i retroscena dell'avventura intellettuale che aveva portato alla clamorosa scoperta. Per la prima volta il mondo della ricerca appariva nella sua cruda realtà: pieno di luci e ombre, di simpatie e odi profondi, di rivalità e inganni. "La doppia elica" ripropone lo "scandaloso" testo originale.
Christoph Clavius e l'attività scientifica dei gesuiti nell'età di Galileo. Atti del Congresso internazionale (Chieti 28-30 aprile 1993)
a cura di U. Baldini
editore: Bulzoni
pagine: 320
Chimica e chimici a Firenze. Dall'ultimo dei Medici al padre del Centro Europeo di Risonanze Magnetiche
Marco Fontani
,
Mary V. Orna
e altri
editore: Firenze University Press
pagine: 186
A Firenze l'unione tra arte e scienza è motivo di ampia riflessione
Il libro della natura
a cura di P. Pecere
editore: Carocci
pagine: 343
La filosofia e le scienze moderne si radicano storicamente in uno stesso campo di indagine e continuano spesso ad affrontare questioni comuni. Il libro mette in evidenza questa omogeneità, esaminando teorie e problemi fondamentali della scienza moderna. Gli autori, storici, filosofi e scienziati, mostrano che la riflessione filosofica ha giocato un ruolo nella nascita e nello sviluppo della moderna conoscenza scientifica, e che ancora oggi è fondamentale per la sua comprensione. Il percorso critico descritto nei diversi capitoli affronta temi come la rivoluzione copernicana, la matematizzazione della natura, il meccanicismo, la diffusione della fisica newtoniana, il vitalismo nelle scienze della vita, la nascita del concetto di spazio e delle geometrie non euclidee, gli sviluppi della teoria dell'evoluzione. Al volume se ne affianca un secondo, dedicato a vicende e autori che vanno dall'inizio del xx secolo a oggi, per comporre un itinerario complessivo attraverso la storia comune della filosofia e delle scienze moderne, che si caratterizza per l'interdisciplinarità e per l'attenzione allo stato attuale delle ricerche.
Il libro della natura
a cura di P. Pecere
editore: Carocci
pagine: 430
La filosofia e le scienze moderne si sono sviluppate a partire da uno stesso campo di indagine e continuano ad affrontare questioni comuni, ma oggi sono spesso considerate come due forme di conoscenza del tutto eterogenee. Il volume mette in evidenza la loro omogeneità, esaminando i problemi e le teorie che più hanno sollecitato la riflessione filosofica sulle scienze del xx secolo. Il lavoro congiunto degli autori, storici, filosofi e scienziati, fa emergere una dimensione filosofica delle teorie scientifiche contemporanee, che risulta ancora oggi fondamentale per il loro sviluppo e la loro interpretazione. Il percorso del libro attraversa temi come l'applicazione della matematica alla natura e l'assiomatizzazione della scienza, teorie come la relatività generale e la meccanica quantistica, campi di ricerca come l'intelligenza artificiale e le scienze cognitive, giungendo fino a questioni aperte della fisica teorica e della neurobiologia di oggi. Con il primo volume, dedicato a vicende e autori che vanno dalla rivoluzione copernicana alla teoria dell'evoluzione, compone un itinerario complessivo attraverso la storia comune della filosofia e delle scienze moderne e contemporanee, che si caratterizza per l'interdisciplinarità e per l'attenzione allo stato attuale delle ricerche.
Noverar le stelle. Che cosa hanno in comune scienziati e poeti
Marco Pivato
editore: Donzelli
pagine: 160
Aristotele sostiene, nella Metafisica, che la meraviglia suscitata dall'universo sia all'origine del nostro desiderio di conoscere, vale a dire la caratteristica più nobile dell'animo umano e ciò che ci differenzia dalle bestie. È la meraviglia a spingerci ad alzare gli occhi verso il cielo e a porci domande, ed è da lì che, agli albori dell'umanità, germogliarono le domande che portarono alla nascita della scienza e della poesia. E tuttavia, se un tempo Sumeri ed Egizi annotavano in versi i moti dei pianeti, Esiodo mostrava in esametri quali fossero i giorni migliori per la semina e Lucrezio divulgava in poesia la scienza di Epicuro, le due discipline nel corso dei secoli si sono allontanate sempre più. Nel Novecento però qualcosa cambia: da una parte, sempre più frequentemente si levano voci sulla necessità, per la poesia, di abbeverarsi alla fonte della scienza; dall'altra parte, quest'ultima conosce una vera e propria rivoluzione: innanzitutto nel campo della fisica e poi in quello della tecnologia, della genetica e delle neuroscienze, che la portano sempre più spesso a porsi le grandi domande originarie della filosofia e della poesia.
La grande avventura della fisica. Da Galileo al bosone di Higgs
Vittorio Silvestrini , Bruno Bartoli
editore: Carocci
pagine: 314
Il libro racconta le leggi fondamentali della fisica - dall'elettromagnetismo alla relatività, dalla termodinamica alla meccan
Chimica della vita e microscopio. Pasteur e la microbiologia
Giorgio Cosmacini
editore: AlboVersorio
pagine: 86
"È nato prima l'uovo o la gallina?": la domanda di senso comune esprime, banalizzandolo, un interrogativo filosofico che percorre la storia delle idee e la storia delle tecniche: é nato prima il concepimento teorico, ideale, o l'esperienza pratica, fattuale e strumentale? In altri termini, qual è il rapporto tra l'idea e lo strumento? Per esemplificare e rispondere, questa collana propone una serie di saggi, a cadenza semestrale, dedicati a temi e problemi di storia della scienza e della sua filosofia.
Senso lato. Il tatto e la cultura occidentale
Claudio Pogliano
editore: Carocci
pagine: 351
"Senso lato" allude a uno spazio ambiguo, che adesca e confonde per i suoi elementi vari ed eterogenei
La scienza e l'Europa. Il Rinascimento
Pietro Greco
editore: L'Asino d'Oro
pagine: 388
L'incontro tra la scienza e l'Europa avviene nel XII secolo. Il rapporto che si instaura è intenso e profondo, ma la "grande crisi del Trecento" ne interrompe presto lo sviluppo. È nel Quattrocento che l'Europa riscopre la scienza, in particolare a Firenze. Pionieri di questo nuovo inizio sono Brunelleschi, Donatello, Masaccio, artisti che studiano la matematica per meglio rappresentare la realtà fisica, e su tutti Leon Battista Alberti, teorico della prospettiva. Il connubio tra scienza e arte dà avvio al Rinascimento, un fenomeno culturale, ma anche e soprattutto scientifico, che ha uno stretto legame con l'origine e l'affermarsi di nuove manifatture e forme di produzione, e che è la (necessaria) premessa della "rivoluzione scientifica del Seicento", nonché della nascita della "scienza moderna" in Europa. Grazie anche al rapporto con la scienza, l'Europa cambia il proprio ruolo nel mondo, e da appendice marginale dell'Eurasia si impone come uno dei luoghi più ricchi economicamente e più vivaci culturalmente, assumendo quella leadership che durerà per quasi mezzo millennio e inizierà a vacillare solo nel XX secolo. In questo volume, il secondo di una serie, Pietro Greco ci trascina ancora una volta nei meandri della storia, e con il suo stile sempre accessibile e sempre coinvolgente ci guida alla scoperta dell'Europa rinascimentale.
I gatti di Schrödinger
Davide Fiscaletti
editore: Editori Riuniti University Press
pagine: 317
Da oltre tre quarti di secolo la meccanica quantistica è la teoria che sta alla base della moderna visione dei fenomeni natura
Storia della definizione di morte
a cura di F. P. De Ceglia
editore: Franco Angeli
pagine: 688
Il volume intende ripercorrere la storia dell'idea di morte e le vicende connesse alle tecniche di diagnosi della stessa, dall
