Edifici residenziali
Tutti i libri di Edifici residenziali - Pagina 51
L'architettura, il paesaggio e l'ambiente delle ville vesuviane nelle fotografie di Vittorio Pandolfi (1956-1959)
Ernesto De Martino
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
pagine: 208
Luce per la «rinascita» del salone dei cinquecento
Carla Balocco
editore: Polistampa
pagine: 160
Tra storia, arte e ingegneria, il testo propone un progetto scientificamente avanzato per l'illuminazione di uno dei più famosi ambienti di Firenze. Un'analisi puntuale e approfondita, arricchita da cenni storici sul Salone e su Palazzo Vecchio e corredata da rilievi e dati sperimentali, prelude a soluzioni illuminotecniche che tengono conto non soltanto delle caratteristiche geometriche e architettoniche dell'ambiente, ma anche delle sue destinazioni d'uso (storica-architettonica, museale-espositiva, cerimoniale-eventi)." L'obiettivo del progetto di luce", scrive l'autrice, "è quello di trovare una combinazione ottimale tra luce naturale e artificiale, riducendo i consumi energetici e assicurando una corretta e interessante esposizione".
Unbuilt houses. Ricerche sul progetto incompiuto in architettura
a cura di E. Narne
editore: CLEUP
pagine: 80
"I progetti non realizzati conservano un particolare fascino, grazie al loro nucleo formale inespresso: prefigurazione del fut
Politiche e performance del social housing
Elena Gori , Silvia Fissi
editore: Maggioli Editore
pagine: 156
La casa costituisce un diritto che condiziona l'accesso agli altri diritti e a una vita dignitosa, perciò il settore dell'edil
Valloni. Storia di un palazzo
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
pagine: 176
Dopo il volume dedicato a Palazzo Begni, un nuovo importante tassello nella ricostruzione del passato remoto e recente della R
Villa Monticello. L'ambasciata di Svizzera in Italia
Ariane Varela Braga
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 120
Sede dell'Ambasciata di Svizzera a Roma dal 1937, Villa Monticello è un complesso restaurato negli anni Venti del secolo scorso dal barone Alberto Fassini su progetto iniziale di Carlo Maria Busiri Vici; le sue origini sono tuttavia assai più remote, risalendo ai tempi in cui, al di là delle mura Aureliane, si estendeva una campagna silenziosa e quasi deserta, disegnata dal rigore geometrico delle vigne alternate ai pascoli e ai canneti. Di questi Parioli antichi, la Villa Monticello costituisce una delle ultime testimonianze rimaste, e tra le più significative. Il volume risale perciò alle origini cinquecentesche del complesso, e restituisce per la prima volta su basi documentali le sue intere vicende dai primi del Settecento a oggi: l'evolversi delle forme insediative e architettoniche della villa e dei suoi annessi e giardini rivelano allora l'avvicendarsi delle diverse culture cui appartennero i successivi proprietari, spinti nei loro interventi da esigenze e interessi diversi, talora materiali, spesso curiosi, mai gratuiti. Si dà altresì conto, in parallelo, delle drastiche trasformazioni territoriali subite al principio del secolo scorso dai Monti Parioli, mutatisi da paesaggio rurale ad area urbana nel breve volgere di qualche decennio. A questa ricostruzione storica si aggiungono nel volume la descrizione analitica degli edifici e dei giardini che costituiscono la villa odierna, e una rassegna delle opere d'arte che vi sono attualmente conservate.
L'abitare condiviso. Le residenze collettive dalle origini al cohousing
Edoardo Narne , Simone Sfriso
editore: Marsilio
pagine: 152
In un momento di ripensamento generale e complessivo del fare architettonico, la ricerca di archetipi e di radici comuni offre
Castelli, torri, borghi murati del Montalbano
Chetti Barni , Giuseppina C. Romby
editore: Gli Ori
pagine: 208
Interpretazioni per la salvaguardia delle ville venete. Omaggio a Giuseppe Mazzotti
Lucia Tomasi
editore: CLEUP
pagine: 72
"La casa come luogo del privato, dell'intimità dell'individuo, storicamente si identifica con la figura femminile, o meglio con quanto di femminile c'è in ogni essere umano, luogo dell'anima. E qual è la casa ideale se non la villa veneta? In essa non c'è contrapposizione tra interno ed esterno, ma fluidità di spazi, concetto tra l'altro, estremamente attuale. Pur nella solidità dei suoi costrutti, essa rimane un involucro trasparente, poiché rapportata, attraverso continui assi visuali, alle prospettive esterne. In essa un vestibolo può divenire un pergolato ed un salotto una radura, tra alberi e colline inghirlandate di frutta e fiori. Per non parlare dei grandi miti affrescati che ci sprofondano nei paesaggi della cultura classica, fondamento della civiltà occidentale. Le figure femminili che spesso inserisco nelle mie interpretazioni, si identificano in qualche modo con gli organismi architettonici, vi si rispecchiano, anch'esse trasparenti."
Il castello di San Martino in Soverzano
editore: Bononia University Press
pagine: 288
La comprensione del senso e dei valori di un complesso così singolare quale il castello di San Martino in Soverzano doveva passare attraverso un'accurata ricerca "di lunga durata", che investisse non solo le vicende materiali dell'edificio ma anche i suoi rapporti con la società e il territorio attraverso otto secoli. In questo quadro risulta fondamentale la conoscenza delle famiglie bolognesi e delle persone che possedettero il castello, dei loro rapporti con le strutture politiche, del loro livello economico e culturale e delle vicende ereditarie e amministrative che hanno segnato la storia del castello e della proprietà terriera di cui esso costituiva il fulcro e il simbolo, legato anche a una breve ma non insignificante giurisdizione feudale nel primo Cinquecento. La ricerca è stata condotta su tutte le fonti documentarie giunte fino a noi e con il continuo confronto, anche critico, con la ormai vecchia storiografia locale, permettendo di ricostruire un quadro storico di straordinaria ricchezza e significato. Il castello di San Martino si pone, così, come un eccezionale compendio in cui architettura, arte e storia si fondono in una multiforme testimonianza di vita, di cultura e di civiltà.
Palazzo Roverella. Le vicende del recupero
a cura di G. Vio
editore: CLEUP
pagine: 136
Il rinascimentale palazzo Roverella a Rovigo è emblematico della storia della sua città, posata in un crocevia geografico, politico e culturale. È il risultato della combinazione degli esiti dell'eccezionale esperienza rossettiana a Ferrara, delle vicende della famiglia dei Roverella e dell'influenza del mondo dell'arte e dei mecenati della repubblica di Venezia. Il restauro di cui parla questo libro, intrapreso nel corso di un lungo periodo, ha restituito la dimora padronale originaria offrendola alla fruizione di tutti, come bene comune, luogo identitario, adeguata sede dell'eccezionale collezione d'arte dell'Accademia dei Concordi di Rovigo.
Banco di Brescia. Il palazzo e la quadreria
a cura di V. Terraroli
editore: Skira
pagine: 160
Il volume illustra la sede dell'Istituto e le opere d'arte che la Banca San Paolo prima e il Banco di Brescia poi hanno costituito all'interno degli ambienti di uno dei più monumentali palazzi della città, quello dei conti Martinengo di Villachiara e Villagana. L'avvio della fabbrica di Palazzo Martinengo a Brescia si fa risalire all'inizio del 1600 a opera del conte Francesco. Nel tempo, la residenza fu dotata di una facciata monumentale, lungo il corso principale, per la quale risulta evidente il rimando agli esempi veneziani di Longhena, come Ca' Rezzonico, e di uno scalone, rivisitazione dello schema importato da Versailles e dalle corti austro-tedesche. Negli inizi del Novecento, il palazzo viene acquistato dalla Banca San Paolo per trasferirvi la propria sede dall'originaria in via Gabriele Rosa e quindi adattato all'utilizzo dell'attività creditizia per opera dell'architetto Egidio Dabbeni. I tragici bombardamenti che colpiranno Brescia nel corso del secondo conflitto mondiale causeranno gravi danni al palazzo, rendendo necessario un importante restauro. La ricostruzione si accompagnerà nei decenni successivi alla costituzione di una raccolta di dipinti adatta non solo a decorare nobilmente gli ambienti, ma con l'obiettivo di documentare e testimoniare la qualità e la ricchezza della pittura specialmente bresciana attraverso il tempo.
La valorizzazione turistica di un podotto culturale. Le ville Venete
editore: Cierre edizioni
pagine: 116
La casa. Forme e luoghi dell'abitare urbano. Ediz. italiana e inglese
a cura di G. Malacarne
editore: Skira
pagine: 264
Esistono dei luoghi e delle architetture in cui, da sempre, l'esperienza umana ha vissuto e preso coscienza di sé vivendo con essi momenti decisivi della sua esistenza civile e umana. La dimora prima di questa autocoscienza umana e civile ha le sue radici nella città, l'artificio umano per eccellenza, e nella costruzione della casa, strumento concreto e irrinunciabile della sua realtà. Tuttavia, poiché nel mondo contemporaneo è sempre più difficile riconoscere la relazione fondativa tra costruzione della casa dell'uomo e città, diventa sempre più necessaria una riflessione sul ruolo dell'architettura nella costruzione dei luoghi urbani e collettivi. Dopo "La casa. Forme e ragioni dell'abitare" e "La casa. Le forme dello stare", questo libro prosegue la ricerca sulla casa attraverso uno studio delle diverse scale cui questo tema rimanda, da quella della stanza come luogo domestico per eccellenza, a quella dello sviluppo urbano per mezzo della costruzione di aree e insediamenti residenziali di completamento e di nuova progettazione. Il progetto è stato realizzato nell'ambito di un programma di ricerca nazionale al quale hanno partecipato gruppi appartenenti all'Università di Bologna, sede di Cesena, al Politecnico di Milano, all'Università Iuav di Venezia, all'Università di Trieste.
Le ville vesuviane di Portici. Lettura architettonica e tecnologica
Flavia Fascia
editore: La Scuola di Pitagora
pagine: 310
In questo lavoro si è ritenuto opportuno condurre una lettura, soltanto architettonica e tecnologica, della Reggia e delle principali ville vesuviane di Portici, considerato che tanti valenti ricercatori e studiosi hanno già esaminato, e consegnato a noi in splendide pubblicazioni, le ville vesuviane del Miglio d'Oro dal punto di vista storico, architettonico e formale. Per ciascuna delle residenze nobiliari esaminate in questo lavoro, però, non è stato possibile non richiamare, anche se in maniera sintetica, i principali aspetti storici e formali che li hanno caratterizzati in quanto le tecniche ed i materiali utilizzati per le costruzioni sono strettamente legati agli eventi storici ed al contesto sociale nel quale si sono sviluppati e affermati. Per motivi editoriali e per snellezza di lettura del testo, inoltre, è stata condotto un esame esaustivo soltanto per alcune ville vesuviane porticesi riportando per tutte le altre, nel capitolo 5, una scheda di sintesi delle caratteristiche architettoniche e tecnologiche.
La residenza di Andrea Doria a Fassolo. Il cantiere di un palazzo di villa genovese nel Rinascimento
Clara Altavista
editore: Franco Angeli
pagine: 288
"La villa di Andrea Doria a Fassolo è una architettura fondamentale del Rinascimento genovese, ma anche del Manierismo italian
Bellusco. Il castello, le chiese, la cascine. Ediz. italiana e inglese
Alessandra Di Gennaro
editore: Bellavite Editore
pagine: 128
Situato lungo la strada di collegamento che porta da Milano a Trezzo sull'Adda, Bellusco si caratterizza per la presenza di em
Il castello di San Martino in Soverzano
Francesco Ceccarelli , Nadja Aksamija
editore: Bononia University Press
pagine: 135
Il castello di San Martino in Soverzano è uno degli edifici storici più significativi e al tempo stesso sorprendenti del contado bolognese. Nato come edificio fortificato a tutela dei territori di confine tra Bologna e Ferrara, si è poi lentamente trasformato in una originale villa rinascimentale godendo del suo massimo splendore nel XVI secolo quando i suoi proprietari, i Manzoli, decorarono il giardino e gli ambienti residenziali con uno dei più straordinari cicli emblematici dell'Italia del tardo Cinquecento, minuziosamente descritto da un letterato dell'epoca, Giovan Battista Bombello, che ne lasciò dettagliate testimonianze in più manoscritti di stampo encomiastico. La sua architettura, le dimensioni contenute, lo stato di conservazione eccellente, dovuto a un'incessante opera di manutenzione integrata da misurati restauri, consentono di apprezzare un palinsesto singolare e ricco di stratificazioni. Questo studio analizza per la prima volta in dettaglio la complessa storia dell'architettura e delle sue decorazioni, dimostrandone l'eccezionalità non solo per il contesto bolognese, ma per l'intera Italia settentrionale.
Mura di Padova. Guida al sistema bastionato rinascimentale
a cura di U. Fadini
editore: in edibus
pagine: 160
Quando si parla di Mura, a Padova, ci si riferisce di solito alla cinta cinquecentesca veneziana, quella che a tutti capita di incrociare o costeggiare ogni giorno, ogni volta che si attraversi la città. Con 11 km di sviluppo, venti bastioni e sei porte superstiti, le mura rinascimentali di Padova sono, per dimensioni, il più grande monumento della città. Con i resti delle mura comunali e carraresi, le porte e il castello, costituiscono un patrimonio di storia, cultura e arte di enorme valore. La guida della cinta muraria rinascimentale offre un rapido inquadramento storico, le informazioni di base sull'evoluzione delle difese murarie cittadine nel periodo che le vede sorgere, una descrizione completa e dettagliata dell'intero circuito, dai bastione alle porte, con tutte le indicazioni necessarie alla visita, offrendosi come valido ausilio per coloro che vogliano conoscere questo straordinario monumento, dal semplice turista allo studioso.
