Edifici residenziali
Tutti i libri di Edifici residenziali - Pagina 52
Villa dei vescovi
a cura di D. L. Borromeo
editore: in edibus
pagine: 112
Villa dei vescovi rappresenta un monumento di eccezionale importanza all'interno del vasto panorama delle ville venete per la sua capacità di introdurre il gusto per la classicità romana nell'entroterra della Serenissima. Fu edificata su un terrapieno dei Colli Euganei tra il 1535 e il 1542 come casa di villeggiatura del vescovo di Padova, Francesco Pisani, che la trasformò in sede di un cenacolo intellettuale frequentato da importanti letterati e umanisti del tempo. Il progetto fu affidato al pittore-architetto veronese Giovanni Maria Falconetto, mentre la direzione dei lavori spettò all'erudito veneziano Alvise Cornaro, responsabile all'epoca dell'amministrazione curiale. Gli interni e le logge furono arricchite dagli affreschi realizzati dal fiammingo Lambert Sustris, grande ammiratore della pittura di Raffaello a Roma. Successivamente, la Villa fu protagonista di ulteriori modifiche e migliorie apportate da artisti e architetti quali Giulio Romano, Vincenzo Scamozzi e Andrea da Valle.
L'arte di Massimiliano d'Asburgo. Dipinti, sculture e arredi nel Castello di Miramare
a cura di L. Caburlotto , R. Fabiani
editore: Silvana
pagine: 144
Il Castello di Miramare fu la residenza prediletta dall'arciduca d'Austria Massimiliano d'Asburgo, fratello dell'imperatore Francesco Giuseppe, sovrano del Messico dal 1864 fino alla tragica morte per fucilazione nel 1867. Fu qui che lo sventurato erede degli Asburgo trascorse i suoi anni più felici accanto alla consorte Carlotta del Belgio, creando un giardino e una residenza da favola, dove sogno e realtà, storia e leggenda si incontrano. Il presente volume è il risultato di una ricerca scientifica volta a focalizzare, attraverso l'analisi delle opere tuttora conservate nel castello, oggi museo statale, la figura dell'arciduca quale fine intenditore d'arte. Osservatore curioso più che vero e proprio erudito, Massimiliano acquistò pregiati arredi e suppellettili, sculture quadri di antichi maestri nonché di autori moderni. Lo studio ha permesso di fare luce sulla complessa genesi del ciclo decorativo della dimora triestina, chiarendo alcuni aspetti finora poco noti.
Case
Stefano Dorata
editore: Gangemi Editore
pagine: 486
"L'emozione della semplicità e dell'ordine è la cifra psicologica oltre che estetica che Stefano Dorata persegue nell'architet
La villa
James S. Ackerman
editore: Einaudi
pagine: 419
Luogo riservato al riposo, allo svago, all'otium, ma anche simbolo di potere politico o economico, la villa, nel corso dei secoli, riflette i mutamenti del gusto e delle esigenze di chi la abita. La sua struttura e la posizione che occupa nel paesaggio sono da sempre il segno tangibile di una volontà di affermazione e di dominio sull'ambiente circostante ed è per questo che descriverne le forme significa, prima di tutto, descrivere le abitudini e le esigenze dei proprietari. Analizzando gli elementi comuni e quelli specifici della villa, dall'epoca romana (con i Tusci e il Laurentinum di Plinio il Giovane) a quella medicea, dai giardini romantici fino ai tentativi opposti di Le Corbusier, impegnato a estraniare l'edificio dalla natura, e di Wright, che nella celebre Casa sulla Cascata punta a raggiungere la simbiosi tra paesaggio e architettura, Ackerman mostra le molteplicità di forme che la villa ha assunto nel tempo, ma anche il ritratto di una vita di campagna il cui spirito è arrivato fino a noi praticamente immutato.
La reggia di Venaria Reale. Ombre e luci
Francesco Pernice
editore: CELID
pagine: 228
Dopo i fasti del Settecento, la reggia di Venaria, alla cui magnificenza avevano lavorato grandi architetti come Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri, nel 1818 fu destinata a sede militare. Nei successivi 150 anni, la nuova funzione comportò trasformazioni rilevanti sia della reggia, sia della città di Venaria. A segnare la cesura più drammatica fu però lo stato di abbandono in cui l'ex residenza reale cadde nel dopoguerra. Nonostante gli sforzi di Soprintendenze e Ministero per preservarla con i pochi fondi disponibili, vandalismi e spoliazioni ridussero la Reggia a un rudere, come si legge nella corrispondenza dei funzionari e nella stampa dell'epoca. Nel 1982, i fondi FIO sembrarono aprire prospettive di intervento, ma le soluzioni sperate non si concretizzarono. Solo nel 1994, con l'avvicendamento nella direzione della reggia, grazie a una nuova concezione del restauro e della valorizzazione, si diede un impulso decisivo, anche attraverso il volontariato, alla rinascita del complesso monumentale, gettando le basi per il Progetto La Venaria Reale: il più grande programma di restauro, recupero e valorizzazione d'Europa. Oggi la reggia di Venaria, grazie all'attento restauro di architetture, giardini e all'innovativa gestione, ha ritrovato l'antico splendore e in breve, con il suo ricco calendario di mostre, manifestazioni ed eventi, è divenuta il quinto complesso museale più visitato d'Italia.
Palazzo Mazzetti ad Asti. L'edificio, il restauro, il museo
a cura di A. Rocco , R. Vitiello
editore: Silvana
pagine: 278
Palazzo Mazzetti è la più bella dimora signorile del Settecento ad Asti. Situato nel centro antico, lungo corso Alfieri, la strada Maestra del Medioevo, è inserito all'interno di un'importante zona di riqualificazione urbana e culturale della città, su cui insistono edifici e preesistenze storiche di grande interesse. Riaperto al pubblico nel 2011 dopo anni di restauri, il palazzo è entrato a pieno titolo nella vita culturale cittadina e le sue sale sono tornate ad accogliere le preziose opere delle civiche collezioni. Il volume racconta la storia dell'edificio, le diverse tappe che hanno contraddistinto i lavori di restauro e i criteri di allestimento all'interno del nuovo percorso espositivo. Approfondimenti specifici sono dedicati a opere e arredi della collezione museale, recentemente restaurati. L'edificio, il restauro, il museo: tre storie in un solo volume che consentono di inserire Palazzo Mazzetti e il Museo Civico tra i protagonisti della storia trascorsa e di quella attuale della città di Asti e della cultura che l'ha legata al territorio nazionale.
Architetture per il sociale negli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Esperienze in Abruzzo
Stefano Brusaporci
editore: Gangemi Editore
pagine: 128
Negli anni Trenta e Quaranta in Italia si assiste alla realizzazione di numerosi edifici per la vita sociale, secondo una poli
Itinerari italiani della residenza collettiva
Francesco Menegatti
editore: Gangemi Editore
pagine: 338
L'attuale condizione globale sollecita una riflessione rinnovata sull'identità locale e specifica del nostro Paese
Album. Tind. un progetto di casa prefabbricata di Claesson Koivisto Rune. Ediz. italiana e inglese
a cura di G. Iacchetti
editore: Corraini
pagine: 16
PASS. Progetto per abitazioni sociali e sostenibili. Tiburtino III
a cura di M. Annese , B. Del Brocco
editore: Gangemi Editore
pagine: 64
Ispirazioni architettoniche
editore: Logos
pagine: 600
Un viaggio alla scoperta delle case più belle del mondo articolato in quattro tappe: mare, montagna, campagna e città
Recupero abitativo dei sottotetti
Giovanna Mottura
editore: Maggioli Editore
pagine: 196
Il recupero dei sottotetti a fini abitativi è oggi la tipologia di ristrutturazione più eseguita a livello di centri storici n
La casa unifamiliare isolata
Marina P. Arredi
editore: Sistemi Editoriali
pagine: 367
L'opera raccoglie e confronta 50 progetti di case realizzate tra il 2000 e il 2012, progettate in prevalenza da giovani architetti europei, caratterizzate da un linguaggio sobrio, da un'alta qualità dello spazio interno e da una grande attenzione nei confronti dell'ambiente. Diviso in tre sezioni, il volume tratta il tema della casa unifamiliare isolata sotto il profilo storico, tipologico, costruttivo, tecnologico e ambientale, avvalendosi di sequenze di schede organizzate per argomenti, corredate da schemi grafici in grado di offrire una sintesi immediata e di facile memorizzazione dei diversi problemi affrontati. La descrizione dei 50 progetti, raccolti nella terza sezione del volume, è affidata prevalentemente a materiali grafici ed è corredata da schemi interpretativi tesi a indagare la struttura architettonica dei progetti, nell'intento di fornire al lettore una serie di materiali utili nell'esercizio della professione.
L'architettura dell'edilizia residenziale pubblica e la costruzione della città moderna e contemporanea
Maria De Fatima Sabaini Gama
editore: Gangemi Editore
pagine: 126
Alle soglie del Terzo Millennio i progressi della Tecnica, la rivoluzione informatica e digitale, la diffusa comunicazione di
Perino del Vaga, Michele Lucchese e il Palazzo di Paolo III al Campidoglio. Circolazione e uso dei modelli dall'antico nelle decorazioni farnesiane a Roma
Paola Picardi
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 184
Dopo le ricerche d'archivio che l'hanno portata al ritrovamento nei depositi dell'Accademia di Belle Arti di Roma dei fregi che decoravano il demolito palazzo di Paolo III Farnese al Campidoglio, l'autrice analizza ora il ruolo svolto nel cantiere capitolino da Michele Lucchese, remunerato per la realizzazione degli affreschi, che sono connotati da una marcata influenza stilistica di Perino del Vaga. Le invenzioni presenti negli affreschi sono in gran parte derivate dall'antico. Tema dominante è la danza, in cerchio o in fila, di dame e cavalieri, vecchi, putti ed amorini. Questo motivo, negli anni centrali del Cinquecento, doveva rispondere al gusto dell'epoca, tanto da suscitare una diffusione intensa in molti palazzi e ville ricollegabili ai Farnese. L'indagine, quindi, si estende ad altri cantieri farnesiani, mettendo in evidenza caratteristiche ricorrenti di funzionamento delle équipe coinvolte ed una circolazione di artisti di ambito prevalentemente perinesco. Viene inoltre ricostruito il profilo di Michele Lucchese, pittore, incisore e mercante di stampe, la cui attività si svolse all'ombra dei Farnese, ed in particolare del cardinale Guido Ascanio Sforza di Santa Fiora, nipote di Paolo III. Parte della sua produzione incisoria viene letta anche come un tassello del complesso fenomeno della circolazione dei modelli tra Italia e Francia nel Cinquecento.
