Zoologia e scienze degli animali
Tutti i libri di Zoologia e scienze degli animali - Pagina 58
Idee per diventare etologo. Osservare il comportamento degli animali
Elisabetta Visalberghi
editore: Zanichelli
pagine: 132
Come si studia il comportamento degli animali? Fin da bambina Elisabetta Visalberghi ha osservato tanti animali, piccoli e grandi, che le hanno permesso di comprendere la logica del loro modo di vivere, agire e pensare. Dalle cavallette che si mimetizzano con l'ambiente per sfuggire ai predatori, ai ratti che imparano a evitare le esche avvelenate, ai colombi viaggiatori che da soli ritrovano la direzione per tornare a casa. Fino alle scimmie, che per Elisabetta Visalberghi sono state alleate preziose di tante ricerche condotte a Roma e in Sud America.
Vertebrati. Anatomia comparata, funzione, evoluzione
Kenneth V. Kardon
editore: McGraw-Hill Education
pagine: 660
Etologia
Raymond Campan , Felicita Scapini
editore: Zanichelli
pagine: 544
La visione funzionale ed evolutiva del comportamento (animale, ma anche umano) è presentata senza restrizioni, in una prospettiva storica, dando ampio spazio allo studio dei meccanismi prossimali e neuroetologici, ai processi cognitivi, alle relazioni geni-sistema nervoso-comportamento, allo sviluppo ontogenico. Il testo copre quindi tutti i sottocampi della materia: etologia funzionale, ecoetologia, neuroetologia, sviluppo del comportamento, evoluzione.
Le migrazioni degli uccelli
Peter Berthold
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 336
Se le migrazioni degli uccelli, nella forma tipica che ci è familiare nell'emisfero Nord, non è il risultato dell'esperienza individuale di un uccello, né della conoscenza tramandatagli dai predecessori è tuttavia indubbio che la stagionalità, la sicurezza della meta e la puntualità della migrazione non possono non essere in relazione con l'esperienza delle generazioni precedenti. Una esperienza che, in assenza di altre forme di trasmissione, deve necessariamente essere pervenuta per via ereditaria, attraverso un processo genetico: il comportamento è stato in qualche modo interiorizzato e tradotto in un impulso ereditario, al quale la progenie degli uccelli migratori non può sottrarsi.
