Quodlibet: Quodlibet studio. Città e paesaggio
Tutti i libri della collana Quodlibet studio. Città e paesaggio - Pagina 4
Le Corbusier e Olivetti. La «Usine Verte» per il Centro di calcolo elettronico
Silvia Bodei
editore: Quodlibet
pagine: 215
Agli inizi del 1960, in un'Italia in piena ripresa economica Adriano Olivetti decide di costruire il Centro di calcolo elettronico, la fabbrica destinata alla produzione delle macchine del futuro - i computer - e sceglie di affidare l'incarico a Le Corbusier. Siamo davanti a un episodio importante dell'architettura moderna: due personalità eccezionali, che per lungo tempo hanno dialogato da lontano tra loro, decidono di sperimentare insieme la progettazione di uno stabilimento industriale d'avanguardia, la nuova fabbrica a "misura d'uomo" capace di ricreare al suo interno "le condizioni di natura". Il progetto, che verrà elaborato dopo l'improvvisa scomparsa di Adriano (27 febbraio 1960), purtroppo non sarà mai realizzato a causa della crisi finanziaria della Società. Il volume si sofferma sulla lettura diacronica del progetto, ricostruendo in modo puntuale, grazie ai numerosi documenti inediti, la genesi del processo ideativo e l'articolazione nel tempo. Inoltre, attraverso il confronto costante con altre opere e scritti dell'architetto svizzero, vengono poi messe in luce idee, soluzioni e forme a partire dalle quali il progetto stesso si è andato via via strutturando.
Architettura e materia. Realtà della forma costruita nell'epoca dell'immateriale
Marco Ferrari
editore: Quodlibet
pagine: 199
Negli ultimi vent'anni, dopo molte architetture "di carta" o, loro malgrado, rimaste sulla carta, l'architettura si trasforma da oggetto ieratico, intellettualistico e talvolta ostile, in oggetto da guardare e toccare con curiosità e interesse. Un oggetto disinvoltamente seducente, oltre che per le proprie forme, anche per le proprie caratterizzazioni fisiche ed epidermiche che, sempre più spesso, assumono però i tratti troppo distintivi dell'eccezione e dell'invenzione fine a se stessa. Questo volume vuole essere allora un contributo per ricondurre la discussione sull'uso della materia e dei materiali all'interno degli ambiti teorici che gli sono propri a partire da alcune esperienze architettoniche imprescindibili della storia dell'architettura moderna e no - come quelle di Sigurd Lewerentz, Mies van der Rohe o Louis Kahn. Così il rapporto con categorie come la tecnica e la natura, il ruolo del giunto, il progressivo affermarsi della materia come valore in sé, il ridefinirsi del rapporto tra forma e materia sono i temi che si intrecciano, all'interno dei diversi capitoli, nella lettura delle opere e del pensiero di alcuni tra i maggiori architetti del nostro tempo.
Paesaggi periferici. Strategie di rigenerazione urbana
editore: Quodlibet
pagine: 359
Il volume è frutto di un'ampia ricerca condotta da cinque dipartimenti universitari italiani che hanno studiato strategie d'intervento finalizzate a rigenerare e valorizzare gli insediamenti di edilizia sociale realizzati nelle periferie urbane nella seconda metà del XX secolo. La ricerca presuppone che oggi non è più sostenibile da un punto di vista sociale, economico e ambientale, sostenere uno sviluppo indiscriminato del territorio. Lavorare sull'esistente diventa allora una priorità per salvaguardare il nostro futuro. Ripartire dalla rigenerazione dei paesaggi periferici è dunque la base della ricerca, che si è sviluppata e definita con i contributi degli autori, attraverso cinque macro-temi: identità urbana e sociale, connessione e accessibilità, rigenerazione, mutazione e qualità tecnico-ambientali. Ognuno di questi contributi permette un'analisi puntuale delle problematiche e delle strategie di rigenerazione, che si condensano in casi studio emblematici per la realtà italiana come il quartiere Pilastro di Bologna o le Piagge a Firenze.
Quando l'autostrada non basta. Infrastrutture, paesaggio e urbanistica nel territorio pedemontano lombardo
editore: Quodlibet
pagine: 256
Questo libro presenta due esperienze di progettazione urbanistica nate a partire dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana Lombarda. Il volume presenta dunque i risultati di tali esperienze, preoccupandosi del destino degli spazi aperti verdi e di quelli della produzione, suggerendo la possibile riorganizzazione di una fra le principali conurbazioni italiane. Gli autori operano così un'apertura ai temi della grande dimensione e si muovono tra la costruzione di visioni del futuro e la definizione di progetti, azioni e dispositivi normativi operativi, approfondendo le relazioni economia vs società e città vs paesaggio. Lo fanno non secondo le più riduttive prospettive delle megastrutture degli anni Sessanta, ma nel solco delle riflessioni "sulla struttura della forma urbana e sulla forma della struttura urbana", che si sono originalmente sviluppate a partire da quegli anni, e nella consapevolezza di dover operare in una stagione diversa, segnata da una crisi profonda e da un problematico convivere di spazi abbandonati e degradati insieme a nuove urbanizzazioni.
Il desiderio di urbanità della città contemporanea. Il caso la Défense
Sabina Lenoci
editore: Quodlibet
pagine: 84
La crescita esponenziale della città europea nel corso del '900 trova un suo acme nel caso del quartiere parigino della Défense coronato dal Grande Arche: periferico e ben collegato a Parigi attraverso ogni mezzo di trasporto. Il momento di conclusione della sua fase epica, vale a dire la metà degli anni '80 del secolo scorso, coincide con la fine della crescita impetuosa della città europea. Da allora è cambiata la natura dell'urbanistica e quindi il ruolo dello stesso urbanista perché invece di prevedere luoghi di nuova espansione si è reso necessario rendere più vivibili le nuove parti di città costruite. In altre parole l'urbanista è sempre più votato a migliorare l'esistente rispondendo così alla generale e incessante richiesta di urbanità da parte della cittadinanza. Il caso della Défense, qui di seguito indagato da un gruppo eterogeneo di studiosi coordinati da Sabina Lenoci, per mezzo di strumenti diversi (studi, fotografie, interviste ad alcune personalità di rilievo come Clément, Cohen, Dubois, Frédéric, Friedman), diventa dunque il caso di studio paradigmatico per riflettere sul possibile futuro di questa disciplina dai confini sempre più indefiniti.
Leonardo Ricci: nuovi modelli urbani
Giovanni Bartolozzi
editore: Quodlibet
pagine: 112
Leonardo Ricci, assieme all'amico Leonardo Savioli e al comune maestro Giovanni Michelucci, ha rappresentato la punta più alta e poetica dell'architettura italiana a Firenze sia sul terreno della ricerca artistica e teorica sia della didattica universitaria. Oltre a ripercorrere importanti e poco noti progetti degli anni sessanta, Bartolozzi si concentra sugli ultimi concorsi di Ricci a partire da quello per il Centro Direzionale di Firenze che rappresenta un'esperienza conclusiva per la cosiddetta "scuola fiorentina" prima che si dissolvesse incalzata dalle tensioni centrifughe dei gruppi radicali - costituiti in massima parte da allievi diretti di Ricci e Savioli.
Riqualificazione, rigenerazione e valorizzazione dell'edilizia sociale. Quartieri Ater a L'Aquila
a cura di M. C. Forlani
editore: Quodlibet
pagine: 192
Il volume, frutto di una ricerca collettiva tuttora in corso, pone due interrogativi: come riqualificare L'Aquila? Come rigene
Per un progetto nel paesaggio
Laura Zampieri
editore: Quodlibet
pagine: 122
La conoscenza dei luoghi, intesa come capacità di decodificarne i segni, e far sì che essi diventino materia attiva della trasformazione, presupporrebbe la comprensione della sequenza delle azioni che li hanno prodotti, risultato tanto di idee e immaginazione, quanto di realtà materiale. Assumendo la dimensione antropogeografica del paesaggio quale termine della relazione tra azione e segno, e rivolgendo alla natura l'attenzione rispettosa dell'"altro" affinché essa continui a esistere di per sé, il libro vuole collocarsi nella relazione spazio-temporale del paesaggio, dove ogni azione si deposita in una forma, qualsiasi essa sia. Tali considerazioni conducono a riflettere attorno al valore della misura del segno, quale unità capace di definire l'efficacia o la dimensione dell'azione rispetto al suo risultato di trasformazione dello spazio, avendo presente che non di traduzioni dirette si tratta, poiché interagisce con variabili e sistemi complessi. Entro tale contesto di riferimento, e attraverso il lavoro dell'architettura del paesaggio, vengono qui indagate le azioni progettuali nel tempo e nello spazio del paesaggio, la loro capacità di essere risorsa, le prestazioni che oggi ad esse sono richieste e a cui devono dare risposta.
In teoria. Assenze, collezioni, angeli
Sara Marini , Alberto Bertagna
editore: Quodlibet
pagine: 144
La teoria è osservazione, è costruzione, è collezione. Tre differenti storie, diverse per assunti o sorgenti, per natura o linguaggio, cadenzano un procedere né consecutivo né progressivo dentro la teoria del progetto, facendosi progetto di teoria. La sequenza dei tre racconti non è qui ordine ma modulazione e frequenza temporale. Tutti i percorsi sono costruiti dentro lo spazio "del contemporaneo", sfidando quella cecità, da cui mette in guardia Giorgio Agamben, che può colpire chi decide di osservare il proprio tempo. "È buffo cogliere di sorpresa una stanza altrui. I mobili, quando accesi la luce, rimasero di sale, allibiti" (Vladimir Nabokov).
Oltre la spiaggia. Nuovi spazi per il turismo adriatico
Luigi Coccia , Marco D'Annuntiis
editore: Quodlibet
pagine: 144
Il volume propone una riflessione critica sul rapporto tra architettura e turismo che, attraverso strumenti analitici e progettuali, conduce ad una revisione degli spazi per il tempo libero all'interno della cultura abitativa contemporanea. La ricerca intende verificare la possibilità di un nuovo rapporto tra litorale ed entroterra in uno scenario relazionale che non agisce solo linearmente, lungo la costa, ma anche trasversalmente definendo un sistema di nuove relazioni tra ambiti spaziali eterogenei. A tale fine i territori costieri del medio adriatico, individuati in una sezione transfrontaliera che tiene insieme il litorale italiano e quello dalmata, hanno definito il campo di applicazione della ricerca e i luoghi del turismo sono stati assunti come laboratori sperimentali per la costruzione di nuovi modelli urbani.
Architettura e città negli Stati sabaudi
a cura di F. De Pieri , E. Piccoli
editore: Quodlibet
pagine: 296
Le cupole di Juvarra e gli altari di Vittone, le regge sabaude e i palazzi reali, i salotti delle dame settecentesche e i quartieri di espansione preunitari. I saggi raccolti in questo volume studiano la storia dell'architettura del Piemonte sabaudo muovendo tra diverse scale di analisi, dal dettaglio architettonico alla scala urbana, e isolando un periodo, quello del passaggio tra Settecento e Ottocento, che si presta a essere osservato tanto dal punto di vista delle continuità quanto da quello delle discontinuità e delle fratture. Uno sguardo che porta a discutere una volta di più le grandi categorie interpretative che hanno a lungo mosso l'interesse per il contesto piemontese (il "barocco", l'"eclettismo") e a proporre una storia dell'architettura attenta alle pratiche, alle temporalità, alle culture di una pluralità di attori: architetti, promotori, stranieri in visita, burocrazie tecniche. Sullo sfondo, l'opera di uno studioso d'eccezione, Franco Rosso, con cui i saggi si confrontano direttamente, in un omaggio che è al tempo stesso un dialogo condotto sul vivo delle carte e sul corpo fisico degli edifici.
Una scelta per Milano. Scali ferroviari e trasformazione della città. Ediz. italiana e inglese
a cura di L. Montedoro
editore: Quodlibet
pagine: 356
L'assunto da cui parte questo corposo studio corale consta nel fatto che "i sette scali ferroviari milanesi dismessi rappresen
Ponti sull'Atlantico. L'Institute for architecture and urban studies e le relazioni Italia-America (1967-1985)
Ernesto R. Rispoli
editore: Quodlibet
pagine: 238
Questo libro ricostruisce le relazioni tra cultura architettonica italiana e nordamericana nel corso degli anni Settanta, prendendo come riferimento la breve ma significativa esperienza dell'Institute for Architecture and Urban Studies di New York, che dalla sua fondazione nel 1967 - su iniziativa di Peter Eisenman - fino ai primi anni Ottanta si impone come centro propulsore tra i più attivi ed influenti nel dibattito disciplinare negli Stati Uniti. Più che la semplice ricostruzione dei suoi quasi vent'anni di storia, ciò che interessa dell'IAUS è proprio il suo costituirsi, anche e sopratutto grazie al suo ambizioso progetto editoriale ed espositivo, come luogo privilegiato di un incontro e di un confronto, non privo di contraddizioni, tra due milieux intellettuali - la New York dei Five Architects e delle mostre al MoMA, la Venezia dell'IUAV di Aldo Rossi e Manfredo Tafuri e delle neonate Biennali d'architettura -lontani geograficamente e culturalmente, e tuttavia accomunati dal tentativo di ridefinizione della specificità, del ruolo e degli obiettivi dell'architettura al tramontare dell'utopia funzionalista. Eisenman da un lato, Rossi e Tafuri dall'altro sono i protagonisti di un dibattito complesso e multistratificato che vede intrecciarsi temi, luoghi e personaggi sulle due sponde dell'Atlantico: una vera e propria "scacchiera con tre re" dagli schieramenti in costante riassetto.
Adolf Loos e Vienna. La casa sulla Michaelerplatz
Marko Pogacnik
editore: Quodlibet
pagine: 263
Adolf Loos (1870-1933) appartiene alla schiera degli eroi solitari della modernità, uno di coloro che hanno lasciato un'impronta duratura sul proprio tempo pur rimanendone ai margini. Grande impatto ha avuto in Italia la storica edizione Adelphi dei suoi scritti, "Parole nel vuoto", in cui sono contenuti il celebre "Ornamento e delitto" e il centrale saggio "Architettura", dove si contesta impietosamente all'architetto ogni sua ambizione di tipo artistico, fatta eccezione per il sepolcro e il monumento. Negli anni in cui dominavano i principi sostenuti dal Werkbund e dalle Wiener Werkstàtte, Loos rimase fedele a una qualità tutta artigianale e anonima del proprio mestiere. Al centro del volume, che presenta anche numerosi disegni e documenti inediti, c'è l'edificio che è considerato il suo capolavoro, la casa sulla Michaelerplatz, una piazza sulla quale si affaccia la porta urbana della Residenza imperiale a Vienna. Il progetto venne concepito da Loos per dare una veste elegante e sontuosa alle ambizioni di una committenza colta e consapevole, Leopold Goldman ed Emanuel Aufricht, due sarti che appartenevano a quella dinamica comunità ebraica viennese che condizionò in maniera profonda e decisiva la cultura asburgica della finis Austriae. I continui conflitti con l'amministrazione e l'ostile campagna di stampa scatenata contro la sua opera costò a Loos il bando perpetuo dal centro della città in quanto nessun committente osò ripetere un'esperienza così audace.
Cronaca di una mutazione semantica. Il paesaggio del progetto
Paolo Ceccon
editore: Quodlibet
pagine: 116
Il progetto di architettura, negli ultimi cinquantanni, si è arricchito di nuove componenti semantiche che ne hanno progressivamente alterato la struttura profonda: da strumento delle trasformazioni a elemento compartecipe nelle mutazioni. Riformulato "responsabilmente" dalla recente introduzione del termine paesaggio - nuovo parametro di riferimento antropico - amplifica la capacità dell'uomo di sviluppare le condizioni "in attesa", attivando, in un tempo opportuno e contingente, un differenziale creativo capace di avvantaggiarsi della quantità di moto propria di ogni trasformazione in atto. Non risolve processi. Dipende da condizioni parziali, da sezioni ridotte ma significative di controllo, da "deviazioni a bassa entropia". Riduce la pressione antropica, decolonizzando lo spazio. Promuove strategie per l'incremento delle reti naturali. Il volume così, articolandosi in quattro capitoli tematici correlati ma autonomi, esplora tutte queste connotazioni del progetto e intreccia riflessioni nate dall'incontro con il pensiero di alcuni maestri (Eisenman, Tschumi, Gregotti, Polesello) e tematiche sviluppate a Venezia, città di formazione dell'autore, colorandosi in tal modo di dense sfumature autobiografiche.
Storie progetti paesaggi. Racconti e incontri di architettura
a cura di
G. Mondaini
,
A. Alici
F. Pugnaloni
e altri
editore: Quodlibet
pagine: 129
Qual è oggi la finalità di una scuola di architettura o di ingegneria? Quali figure professionali sono chiamate a formare, con quale ruolo e con quali responsabilità? Il volume cerca di rispondere a questi interrogativi attraverso una fortunata serie di "racconti di architettura contemporanea" offerti agli studenti del corso di laurea in Ingegneria Edile Architettura dell'Università Politecnica delle Marche. La finalità degli incontri era quella di indagare le relazioni della formazione e della professione con la complessità di un contesto stratificato e con una società in continuo movimento. Ecco allora che si susseguono senza soluzione di continuità progettisti, storici, strutturisti, critici e curatori a formare infine uno spaccato parziale ma credibile dello stato dell'architettura italiana.
Spazi e figure dell'abitare. Il progetto della residenza contemporanea in Olanda
Milena Farina
editore: Quodlibet
pagine: 184
A partire da una riflessione sulla natura abitativa contemporanea che vede nella casa una "base" piuttosto che un luogo abitativo classico, il libro propone una rassegna critica delle sperimentazioni condotte in Olanda sul tema della casa urbana. La ricca produzione di edilizia residenziale pubblica e no che a partire dagli anni '90 è diventata un modello mondiale grazie ai progetti di studi oggi notissimi come MVRDV, NL Architects, West8, Mecanoo solo per citarne alcuni, viene qui presentata e illustrata individuandone le strategie progettuali più ricorrenti piuttosto che classificandola secondo categorie tipologiche o morfologiche. Nella seconda parte del volume invece, l'autrice ricostruisce una genealogia delle medesime strategie indicando nel cospicuo patrimonio culturale del Team X, l'humus progettuale di gran parte delle esperienze architettoniche presentate. Ecco allora riemergere in una chiave nuova, vale a dire riattualizzata e pertanto non banalmente storicizzata, i concetti urbani di cluster, stem o mat building inventati da architetti oggi poco studiati in Italia - Bakema, Van Eyck, Candilis-JosicWoods, i coniugi Smithson, Hertzberger et al.
La seduzione populista. Dalla città per tutti alla città normalizzata
Federico Ferrari
editore: Quodlibet
pagine: 253
Cosa intendiamo esattamente con il termine populismo? E quali sono le sue relazioni con l'architettura? Bussy Saint-Georges in Francia per la polemica contro le tecnocrazie di stato, Poundbury in Inghilterra per l'importanza dell'identitarismo, Celebration negli Stati Uniti per il ruolo del mercato: ciascuno di questi progetti illumina uno fra i tanti aspetti salienti di politiche solitamente definite populiste, in cui decisiva è la strumentalizzazione delle forme urbane. Decostruire le retoriche di una diffusa e demagogica polemica contro il "modernismo" inteso come incarnazione di un progetto sociale è dunque il primo passo necessario. Analizzando temi e figure caratterizzanti la battaglia di Carlo d'Inghilterra per un'architettura "a misura d'uomo", l'Inghilterra degli anni Ottanta ci mostra come la ricollocazione a livello mediatico del dibattito specialistico sulle fonti di legittimazione dell'architettura si basi sulla rivalutazione della storia come garanzia di moralità. Non ci troviamo tuttavia in presenza di un banale e nostalgico ritorno al passato: Charles Jencks, cantore del postmodernismo, conierà a tal proposito la categoria di "eclettismo radicale" per interpretare l'eterogeneità estetica seguita al crollo delle "grandi narrazioni". Assumendo gli anni Sessanta come cesura fondamentale, il dibattito sorto attorno alle tesi di Imparare da Las Vegas di Venturi, Scott Brown e Izenour si rivela un tornante decisivo.
Paesaggi in produzione
a cura di P. Ceccon , L. Zampieri
editore: Quodlibet
pagine: 136
Il volume, articolato in due sezioni, scritti e ricerche, raccoglie i contributi di Renato Bocchi, Paola Cavallini, Paolo Ceccon, Michela De Poli e Laura Zampieri, come sintesi di due ricerche svolte nella provincia di Reggio Emilia in collaborazione con la Biennale del Paesaggio che lì si svolge da alcuni anni. Riflessioni e "linee guida" pensate specificamente per i luoghi della produzione e della logistica, recentemente minacciati dagli eventi sismici, così come i criteri di intervento per mediare efficienza tecnica, redditività economica, elevata performatività ambientale. Tuttavia il cuore del lavoro consta soprattutto nelle riflessioni sul ruolo attuale delle infrastrutture (dai caselli autostradali all'alta velocità) inquadrate secondo una dimensione sovracomunale e sulle possibili valenze "risarcitorie" dei modelli insediativi; perché, per usare le parole di Ceccon, "Lo spazio è saturo. Oggi non è più attuale occupare spazio, occorre liberarlo".
