Quodlibet: Quodlibet studio. Città e paesaggio
Tutti i libri della collana Quodlibet studio. Città e paesaggio - Pagina 6
Norwegian talks. L'architettura di Kunt Hjeltnes, Carlo-Viggo Holmebakk e Jensen & Skodvin
a cura di N. Flora , G. Postiglione
editore: Quodlibet
pagine: 204
Il volume presenta per la prima volta in Italia il lavoro di tre studi di architettura norvegesi: Knut Hjeltnes, Carl-Viggo Hølmebakk e Jensen&Skodvin, ancora poco noti in Italia ma tutti eredi, in modo diverso, della lezione di Sverre Fehn, il grande maestro recentemente scomparso. I tre studi di architettura, tutti con alle spalle una carriera piuttosto consolidata, sfruttano al meglio le difficili condizioni ambientali del loro paese, coperto dai ghiacci per lunghi mesi, dando vita ad architetture site specific, vale a dire accomunate dallo speciale genius loci norvegese. Ivo Pannaggi, pittore di formazione e poi architetto attivo per oltre un trentennio a Oslo, aveva già individuato molti anni or sono questo carattere peculiare nella "luce siderale che sviluppa i solidi in una successione di superfici piane, senza ombre e senza chiaroscuro, come nel più ortodosso dei quadri cubisti".
L'invisibile linea rossa. Osservatorio sull'architettura
a cura di P. Brugellis
editore: Quodlibet
pagine: 164
A partire dal 2004 l'Osservatorio sull'architettura della Fondazione Targetti ha invitato a Firenze progettisti del tutto eterogenei fra loro, da Yona Friedman a Thom Mayne, da Peter Eisenman a Vito Acconci, Bernard Tschumi, Elia Zenghelis, Greg Lynn, Diller e Scofidio. Nonostante le evidenti differenze tutti sono accomunati dall'essere dei "coltivatori di idee" utili per una più che mai necessaria trasformazione della città in generale e dello spazio pubblico in particolare. È questo infatti il tema unificante di tutti gli incontri fiorentini i cui esiti sono gli otto saggi inediti degli autori suddetti qui riuniti (più un'appendice di Antonio Negri su Rem Koolhaas) e introdotti da un variegato pool di critici preoccupati di portare il tema degli spazi comuni al centro dell'inaridita discussione architettonica (e politica) italiana. Il volume è dunque un ricettacolo di fonti e commenti dell'architettura contemporanea che, se pur molto diversi per linguaggio, ispirazione e ambizioni, sembrano tutti essere legati da una linea talmente sottile da risultare quasi invisibile, un filo rosso che riporta l'architettura alla sua essenza più profonda, quella che Edoardo Persico definiva "sostanza di cose sperate".
Leonardo Ricci e l'idea di spazio comunitario
Michele Costanzo
editore: Quodlibet
pagine: 96
Leonardo Ricci non è stato tanto un esponente della "scuola toscana" di architettura - il migliore della sua generazione, secondo Bruno Zevi. È stato anzitutto un grande irregolare della cultura italiana del secondo '900. Formatosi durante la II guerra mondiale all'interno di una cultura minoritaria e per molti versi radicale come quella valdese (che a Firenze contava personalità come Franco Fortini o Giovanni Klaus Koenig), nel dopoguerra sarà l'animatore di alcune esperienze sociali uniche come la comunità di Agàpe costruita facendo spaccare e trasportare le pietre a giovani ex partigiani e fascisti perché anche loro imparassero a ricostruirsi insieme; o quella di Riesi, in cui la forma costruita - pur notevolissima - è del tutto secondaria rispetto alla forma sociale di queste due piccole utopie realizzate analoghe solo ai kibbutz, ma poste agli estremi confini italiani (il Piemonte e la Sicilia occidentali). Ed è questa la chiave di lettura del saggio controcorrente con il quale Michele Costanzo riporta con forza l'idea di spazio comunitario all'attenzione di una cultura architettonica italiana smarrita di fronte alle trasformazioni conformiste del mondo globalizzato.
La periferia interiore. Visioni e racconti del territorio nord della città di Mantova
a cura di P. Pellegrini
editore: Quodlibet
pagine: 96
Se la parola "periferia" e il suo significato sembrano oggi obsoleti, questo libro intende mostrare la necessità di riportare l'attenzione su ciò che resta della periferia industriale costruita negli anni 60 e 70 e sulla sua rilevanza nel continuare a dare forma alla città, in particolar modo a una piccola città italiana. Il libro prende in considerazione il caso esemplare della Circoscrizione nord di Mantova caratterizzata, secondo Aldo Rossi, da una peculiare "condizione liminare" e qui assunta come una periferia interiore in senso lato. Il libro si compone di alcune sequenze di fotografi e una serie di testi che riflettono sul ruolo e la trasformazione della periferia della città contemporanea e sulla possibilità di raccontarla e rappresentarla. Le varie voci e i diversi modi di guardare il territorio che le fotografi e i testi assumono cercano un dialogo fra il sapere del fotografo e quello dell'urbanista.
Territori dell'urbano. Storie e linguaggi dello spazio comune
a cura di A. L. Palazzo , L. Giecillo
editore: Quodlibet
Quaderni del dipartimento di studi urbani
a cura di G. Piccinato
editore: Quodlibet
pagine: 196
In genere dimentichiamo, o ne abbiamo una consapevolezza troppo limitata, che l'Europa è sempre meno il luogo paradigmatico dell'urbanizzazione contemporanea, mentre è altrove che la crescita e le mutazioni urbane si fanno più interessanti. È per questo motivo che l'attenzione degli studi qui contenuti è tutta rivolta alla città extra-europea, dalle ideologie urbane che la animano agli strumenti d'intervento sperimentali e no, di cui vengono messi in luce aspetti spesso poco noti e contraddittori. L'analisi investe dunque le aree metropolitane più rappresentative dei principali fenomeni in atto: dalla "sovra-urbanizzazione" dell'America Latina (Montevideo, Buenos Aires), ai modelli suburbani del Nord America (Baltimora, Brooklyn), fino all'"esplosione" delle città asiatiche (Hong Kong).
Fermoimmagine. Studio sulla felicità urbana
a cura di G. Piccinato
editore: Quodlibet
pagine: 108
Attraverso il caso di Fermo, nuovo capoluogo di provincia delle Marche, l'equipe di studiosi coordinata da Giorgio Piccinato intende rispondere a una domanda sostanzialmente inedita per gli urbanisti: quali sono i motivi alla base di una generale soddisfazione degli abitanti di una città? Al contrario gli urbanisti, ma anche i sociologi, in genere sono abituati a studiare i problemi che causano lo scontento dei cittadini. L'analisi svolta in questo volume ha dunque come oggetto sia i caratteri materiali (fisici, demografici, economici, etc.) del territorio fermano, sia quelli immateriali generati dal sistema delle relazioni sociali, registrati per mezzo di interviste e focus group. Solo esaminando la città in quanto sintesi di questi due aspetti (territorio e organizzazione umana), la felicità urbana diventa infine ipotizzabile.
Milton Keynes. Urbanistica welfare e scelta individuale
Ruben Baiocco
editore: Quodlibet
pagine: 112
Nuove terre. Architetture e paesaggi dello scarto
Sara Marini
editore: Quodlibet
pagine: 204
Questo saggio si interessa dello spazio residuo, ovvero degli scarti: il risultato di un affastellarsi di più disegni o di un'
